Dialogo tra La Vera Disciplina ed il Genio

Dialogue Between True Discipline and the Genius

Dialogo tra La Vera Disciplina ed il Genio

Festa da Camera a 2 voci

Libretto di Giovanni Claudio Pasquini
Musica di Antonio Caldara
(1730)

(Trascrizione e revisione a cura di Carlo Steno Rossi)

La realizzazione della partitura moderna, nella trascrizione e revisione di Carlo Steno Rossi, del Dialogo tra la Vera Disciplina ed il Genio di Antonio Caldara (Venezia, 1670 – Vienna, 1736) è un’altra tappa del progetto di riscoperta, trascrizione ed esecuzione di opere inedite di compositori del ‘600 e ‘700 (mai eseguite in tempi moderni) intrapreso da Venice Music Project e dalla sua orchestra in residence Venetia Antiqua Ensamble.

Già nel 2015, infatti, Venice Music Project ha iniziato tale percorso ospitando nell’ambito della propria Stagione di concerti l’esecuzione dei componimenti drammatici intitolati Amor Prigioniero di Luca Antonio Predieri (Bologna, 1688 – 1767) e di Giuseppe Bonno (Vienna, 1711-1788) su libretto di Pietro Metastasio (Roma, 1698 – Vienna, 1782), entrambi nell’edizione moderna realizzata e diretta dallo stesso Carlo Steno Rossi.

Il progetto si traduce nel rintracciare presso le più prestigiose biblioteche musicali italiane ed europee delle partiture manoscritte di importanti compositori – prevalentemente italiani ed in particolar modo di area veneta oggi meno conosciuti ma un tempo applauditissimi presso le Corti ed i Teatri europei – e nella realizzazione di una edizione moderna unitamente all’esecuzione con prassi filologiche.

Il Dialogo tra la Vera Disciplina ed il Genio su libretto di Giovanni Claudio Pasquini (Siena, 1695 – 1763) e musica di Antonio Caldara è da annoverarsi tra le Feste teatrali, ovvero quei componimenti musicali che possono comprendere poche scene fino ad arrivare al massimo a 2 atti, destinati a solennizzare ricorrenze di corte come genetliaci, nozze, onomastici e compleanni, vittorie militari, ecc., con testi a carattere allegorico-mitologico (con la presenza di metafore e allusioni che se perfettamente leggibili dall’élite aristocratica e culturale del tempo oggi ci sembrano spesso oscure e solo in minima parte completamente decodificabili) e con solitamente 2 o 3 personaggi.

Queste Feste teatrali furono molto diffuse ed apprezzate in paricolar modo presso la corte viennese nonché tra le varie corti degli Stati italiani durante il XVII ed il XVIII secolo e possiamo considerarle come parte integrante del cerimoniale di corte, rappresentando uno dei riti privilegiati della repraesentatio maiestatis, un’occasione cioè non solo di intrattenimento puro e semplice ma anche, o soprattutto, di rappresentazione politica e morale, di specchio della struttura gerarchica e strumento di consenso e modello di comportamento usato dalla corte.

Nel caso specifico del Dialogo tra la Vera Disciplina ed il Genio, il manoscritto musicale definisce nel sottotitolo il componimento musicale come “Festa di camera”, in un unico atto, i cui ruoli sono limitati a 2 esecutori, ovvero la Disciplina (soprano) ed il Genio (contralto).

Il materiale musicale è affidato al tradizionale quintetto d’archi (2 violini, viola, violoncello e violone) con il basso continuo affidato al clavicembalo e l’articolazione interna della partitura prevede una Sinfonia introduttiva in tre tempi, 4 Arie totali precedute ogn’una dal proprio recitativo (2 per il ruolo della Disciplina, soprano e 2 per il ruolo del Genio, contralto) ed un Duetto finale.

La partitura è stata composta dal veneziano Antonio Caldara – vice maestro di cappella presso la Corte imperiale viennese dal 1717 alla morte avvenuta nel 1736 – su libretto dell’abate Giovanni Claudio Pasquini – poeta di corte, prima e poeta cesareo in seguito – per celebrare e festeggiare l’onomastico dell’Arciduchessa Maria Teresa d’Austria e la sua rappresentazione avvenne precisamente il giorno 15 ottobre 1730 presso il Teatro della Favorita a Vienna, nel Palazzo scelto dalla famiglia imperiale come residenza estiva.

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